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24/06/2024



17-6-2024 - Notizie su sanità sociale ed altro

DALL'ITALIA

DEPRESSIONE, PER I FARMACI SI VA ANCORA A TENTATIVI

Si studia per arrivare ad uno screening per la depressione che possa fare una scansione rapida del cervello per identificare il trattamento migliore per ciascun paziente. Il brain imaging - una tecnica diagnostica che visualizza l'attività cerebrale mentre il cervello è in azione durante l'esecuzione di un compito - con l'intelligenza artificiale, riveleranno infatti i sottotipi di depressione e ansia, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori della Stanford Medicine. Tutto ciò è spiegato su Nature Medicine, e questo sistema vorrebbe classificare la depressione in sei sottotipi biologici, o “biotipi”, per identificare i trattamenti che potrebbero funzionare nelle varie situazioni cliniche.

“Sono disperatamente necessari metodi migliori per abbinare i pazienti ai trattamenti”, ha affermato l’autrice senior dello studio, Leanne Williams, professore di psichiatria e scienze comportamentali e direttore del Centro per la salute mentale e il benessere di precisione di Stanford Medicine. Sembra che il 30% delle persone che soffrono di depressione siano resistenti al trattamento, pur assumendo diversi tipi di farmaci o terapie non migliorano e per i 2/3 delle persone affette da depressione, il trattamento non riporta completamente i sintomi a livelli sani. Questo dimostra che non c'è ancora un modo per sapere con certezza quale antidepressivo o terapia potrebbe aiutare un paziente. Quando si prescrive un farmaco si va per tentativi ed errori, quindi possono essere necessari mesi o anni per trovare il farmaco che funzioni, e non è detto che succeda. Passare così tanto tempo a provare un trattamento dopo l’altro, senza trovare sollievo, per alcuni soggetti è sfiancante e può peggiorare i sintomi della depressione. “L'obiettivo del nostro lavoro è capire come possiamo scegliere bene la prima volta”, ha detto la dottoressa Williams. “È molto frustrante lavorare nel campo della depressione e non avere un’alternativa migliore a questo approccio unico e valido per tutti”.

 

 

UNGAR, SIGG: UN ANZIANO SU TRE VITTIMA DI ABUSI NELLE RSA

In occasione della Giornata Mondiale contro gli abusi, ricorsa nei giorni scorsi, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), ha dichiarato che un anziano su tre è vittima di angherie, negligenze e maltrattamenti fisici e psicologici all'interno di alcune RSA. Invece presso le loro case, gli abusi per mano di caregiver e familiari sono "meno rilevabili". In questo scenario però è stato promosso un vademecum in cui sono indicati i campanelli d'allarme per riconoscere i segnali di violenza e maltrattamento.

"Tra i segnali che possono far sospettare un problema di abuso, in generale, ricorrono scarsa igiene o un odore sgradevole, abiti sporchi, malnutrizione e disidratazione non correlate a una patologia - ha dichiarato Andrea Ungar, presidente Sigg - . Tra i campanelli di allarme che potrebbero indicare che un anziano è vittima di violenza fisica, i più diffusi sono lesioni, come graffi o tagli localizzati prevalentemente su testa e viso, compresi occhi, orecchi, area dentale, collo e arti superiori. Ma anche cadute e fratture con cause indeterminate o ustioni e lividi in luoghi e di tipo insolito. Mostrare, invece, comportamenti caratterizzati da paura di rappresaglie, vergogna, rassegnazione, riluttanza a parlare apertamente possono essere indicativi di abuso psicologico ed emotivo".

Bisogna tenere conto ed osservare attentamente anche di chi si prende cura dei nostri anziani, se sono stressati, di malumore, se sentono fortemente il carico emotivo e prendere le opportune contromisure.

"Una persona fragile incapace di badare a sé stessa a causa di una malattia o una disabilità fisica, ha bisogno innanzitutto di essere ascoltata attentamente e non interrotta - precisa Ungar - È importante anche mantenere un contatto fisico e visivo con la persona anziana e condividere momenti di relax. Sulle persone anziane la gentilezza può avere un forte impatto anche terapeutico per il mantenimento della salute e del benessere non solo mentale ma anche fisico".

 

 

L'IMPORTANZA DEL LOGOPEDISTA PER RIPRENDERSI DALL'AFASIA POST ICTUS

L’ictus non avvisa prima di colpire e cambia la vita spesso in modo irreversibile. Più frequente nella persona adulta - anziana, causa la morte di neuroni. Si ha un'interruzione improvvisa, uno "stroke". La tempestività dei soccorsi, innanzitutto, è fondamentale. Grazie al ricovero nelle Stroke Unit è possibile arginare molti danni che avrebbero come conseguenza alcune disabilità se non la morte.

Se lo stroke colpisce l'emisfero sinistro, il luogo della parola, ecco che sopraggiunge l'afasia. Viene colpisce la capacità di parlare, di produrre le parole fluentemente. Come si tratta? E si può tornare quelli di prima? Questo disturbo del linguaggio acquisito non permette più di comprendere o di produrre bene le parole della propria lingua a vari livelli.

Con l'inquadramento, ossia la somministrazione di un test e l'osservazione, il logopedista può procedere al training riabilitativo, spesso integrato con approcci compensativi: gesti, disegni, mimica facciale e comunicatori. Questi ultimi sono fogli elettronici con simboli, che possono stimolare ulteriormente la parola o la comprensione, poiché rappresentano dei concetti.

In Italia abbiamo circa 30 mila casi di afasia ogni anno. La riabilitazione è molto importante, quindi anche il ruolo del logopedista è fondamentale, come indicato anche a livello internazionale, così come la durata e l'intensità del trattamento. La mancanza o difficoltà dell'uso della parola del paziente è un problema anche per chi deve prendersene cura, per l'acquisizione del consenso informato, ad esempio. Inoltre, spesso questi pazienti soffrono di depressione post-ictus.

Di tutto questo si è discusso durante il convegno "La persona con afasia: dalle evidenze scientifiche alla presa in carico logopedica", curato della Federazione Logopedisti Italiani, l’associazione tecnico-scientifica della professione del logopedista.

 

GRASSELLI, S.I.Ve.M.P.: SI MONITORANO LE TRASMISSIONI FRA MAMMIFERI

Se vogliamo così tanto salvaguardare il pianeta, l'ambiente, dobbiamo avere uno sguardo più ampio, un approccio circolare, guardando non solo all'uomo, ma anche agli animali e alle piante. Così abbiamo chiesto al dottor Aldo Grasselli, segretario nazionale di S.I.Ve.M.P., il Sindacato Italiano dei Veterinari di Medicina Pubblica, qual è il ruolo dei veterinari nelle epidemie e dato che l'OMS ha detto chiaramente che il 70% delle malattie infettive che colpiscono l'uomo provengono dal mondo animale, non dovrebbero anche i veterinari avere un ruolo determinante quando un nuovo virus si affaccia al mondo e si deve sconfiggere? La collaborazione fra medici e veterinari sembra essere fondamentale, così come l'integrazione delle reciproche competenze.

Con il coronavirus, derivante dai pipistrelli, ne abbiamo avuto un assaggio, ma anche con la Sars, la Mers e come ha confermato il dottor Grasselli, con tante altre zoonosi virali, batteriche e parassitarie.

Un virus che sta destando parecchie preoccupazioni, nell'ultimo periodo, è tornato ad essere quello dell'aviaria. Se ne parlava già una decina di anni fa. I controlli specie del pollame non sono mai mancati. Il motivo della preoccupazione è l'influenza aviaria di due ceppi: H5N1 e N7N9, sono quelli che possono colpire i bovini. Per questo l'Unione europea acquisterà 665mila dosi di vaccino dalla società farmaceutica Seqirus e sarà destinato agli allevatori e ai veterinari. Ha la durata di 4 anni. Ma l'Italia non fa ancora parte dell'accordo. Altri Stati membri potranno invece fare prevenzione, vedremo se il nostro Paese si accoderà.

Ciò che preoccupa maggiormente è la possibilità che possa arrivare a verificarsi la trasmissione dell'influenza aviaria da persona a persona. Attualmente il rischio di comunità è irrilevante, ma il dottor Grasselli avverte che i mammiferi selvatici possono essere driver per l'evoluzione virale tra gli uccelli selvatici, gli animali domestici e gli esseri umani.

Per chi volesse, il video dell'intervista si trova qui:

https://opinione.it/societa/2024/06/19/vanessa-seffer-aldo-grasselli-sindacato-veterinari-sivemp-mammiferi-aviaria/

 

 

 

 


REGIONE LAZIO 

COME DIFENDERSI DALLE ONDATE DI CALORE

Il Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio - ASL Roma 1 in collaborazione con il Ministero della Salute e il Dipartimento Protezione Civile predispone quotidianamente un bollettino che monitora le cosiddette “ondate di calore”.

Aiuta a sapere se ci sono delle condizioni di rischio per la salute attraverso 4 livelli di allerta, che tengono conto dei fattori legati alla temperatura, all’umidità e allo stato di salute della popolazione.

??(verde) non ci sono rischi per la salute della popolazione

?? (giallo) pre-allerta dei servizi sanitari e sociali

?? (arancio) temperature elevate, allerta dei servizi sanitari e sociali

?? (rosso) temperature elevate per 3 o più giorni consecutivi, allerta dei servizi sanitari e sociali.

Consigli per difendersi dal caldo:

  1. Evitare di uscire nelle ore più calde.
  2. Indossare abiti leggeri e comodi.
  3. Migliorare l'ambiente domestico e di lavoro usando tende e persiane.
  4. Svolgere attività fisica nelle ore meno afose.
  5. Bere molti liquidi, meglio a temperatura ambiente, comunque non troppo freddi.
  6. Fare attenzione ad alcol e caffeina.
  7. Fare pasti leggeri.
  8. Viaggiare in auto ventilando prima l'abitacolo.
  9. Offrire assistenza prima alle persone a rischio come agli anziani e ai bambini.
  10. Dare spesso acqua fresca agli animali domestici.

Si prevedono allerte rosse, con temperature fino ai 40 gradi. Controllare il sito www.salute.gov.it/caldo con una pubblicazione giornaliera dei bollettini sulle ondate di calore.

 

 

RISULTATI DELL'INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO NELLA REGIONE LAZIO

È stato presentato, alla presenza del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il modello di integrazione ospedale-territorio messo in atto dall’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, dalla ASL Roma 1, dalla ASL Roma 4 e dalla ASL Roma 5, territorialmente adiacenti. Un modello a rete che realizza il nuovo paradigma di assistenza sanitaria valorizzato con il DM77/2022, spostando l’asset dell’organizzazione dalla “prestazione” ai “percorsi di cura”.

Un protocollo di intesa partito lo scorso luglio, che assicura continuità e coerenza nella presa in carico del paziente. La condivisione di procedure, protocolli, strumenti e metodologie ottimizza tempistiche e appropriatezza dei cambi di setting, con conseguente beneficio in termini di riduzione della degenza ospedaliera alla sola fase acuta, aumento del numero dei ricoveri, riduzione del sovraffollamento del pronto soccorso e delle liste di attesa per interventi, oltre che la soddisfazione del paziente e la qualità dell’assistenza, con una presa in carico proattiva della cronicità territoriale basata anche sulla medicina d’iniziativa. Un modello di presa in carico che viene monitorato attraverso gli indicatori di performance condivisi con il DEP – Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio per valutare i risultati del progetto e l’impatto sull’assistenza con un occhio di riguardo ai soggetti fragili.

"Anche grazie al PNRR stiamo ridisegnando la sanità sul territorio, duramente compromessa nel corso di questi ultimi anni - ha dichiarato il Presidente Francesco Rocca - Una società sempre più anziana ha bisogno di una programmazione adeguata, fino al nostro arrivo totalmente assente. Gli ospedali e le case di comunità serviranno per offrire risposte adeguate ai tanti pazienti cronici, che necessitano di cure a bassa intensità. Per farlo stiamo lavorando moltissimo sul personale: abbiamo varato un maxi piano di assunzioni che non si vedeva da vent'anni in Regione Lazio. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta".

 

 

SPALLANZANI E AERONAUTICA MILITARE PER NUOVE STRATEGIE CONTRO FUTURE EPIDEMIE

Nuova importante collaborazione tra lo Spallanzani e l’Aeronautica Militare. Nei giorni scorsi si è tenuto un corso all'Istituto, che da poco è divenuto Centro di formazione permanente in Sanità della Regione Lazio, sulle "Emergenze Infettive che richiedono alto isolamento, strategie di allerta da adottare in caso di epidemie".

Aprendo i lavori, il Direttore generale, dott. Angelo Aliquò, ha detto: “In questo corso verrà trattato un argomento importante e molto significativo perché strettamente collegato alla mission di questo Istituto. Insieme alla Regione Lazio e all’Aeronautica militare, lavoriamo per una Sanità più sicura, più efficace, più efficiente. C’è tanto da fare ma la formazione è necessaria e il Centro di formazione permanente in Sanità, istituito dalla Regione Lazio presso il nostro Istituto, avrà un ruolo fondamentale. E per noi è un importante riconoscimento”.

Per il Generale Ispettore Pietro Perelli, Capo del Servizio Sanitario e Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, “L’evento scientifico che inizia oggi rappresenta il sinergico connubio tra l’elevata specializzazione dello Spallanzani e il Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare che, come avvenuto nel recente passato, in specie nel corso degli eventi epidemici e pandemici quali Ebola e Covid 19 per la gestione e trasporto aeromedico di pazienti altamente infettivi, hanno messo a frutto le rispettive capacità scientifiche e operative ponendole al servizio del sistema Paese. È un corso pilota, unico nelle sue peculiarità e di alta eccellenza, destinato a figure sanitarie di diverso livello necessarie nella gestione delle emergenze biologiche”.

Il corso è organizzato dal Centro di Formazione Permanente in Sanità e dall' UOC Malattie Infettive ad Alta Intensità di Cura diretta dal dr. Emanuele Nicastri. Durante le sessioni verranno affrontati temi relativi al sistema di gestione di emergenze infettive che richiedono alto isolamento, intese come minaccia per la sicurezza, al fine di garantire la capacità di dare risposte coordinate per una gestione sinergica nel caso di emergenza. Sono previste anche simulazioni relative a trasporti in alto bio-contenimento. Ad organizzarle la dott.ssa Laura Scorzolini che ha collaborato allo SHARP JOINT ACTION, progetto europeo che ha l'obiettivo di migliorare la capacità di risposta alle possibili minacce infettive per la salute pubblica e in cui lo Spallanzani è stato centro co-coordinatore.

TEST SUI TEMPI DI REAZIONE IN EMERGENZA DURANTE IL GIUBILEO

È stata effettuata nei giorni scorsi una maxiesercitazione per testare la capacità di reagire tempestivamente in caso di emergenza nel corso di un grande evento legato alle celebrazioni del Giubileo del prossimo anno.

Così a Tor di Quinto, operatori sanitari, forze dell’ordine e volontari del sistema di Protezione Civile del Lazio sono scesi in campo simulando le operazioni di intervento da mettere in campo in seguito dell’esplosione di un camioncino.

La simulazione prevedeva dai primi soccorsi all'arrivo in ospedale, è stata una grande prova di professionalità, tempestività e spirito di collaborazione tra tutti gli enti e le istituzioni coinvolte nell’iniziativa coordinata dalla Prefettura di Roma.

Con la partecipazione di: ASL Roma 2, ASL Roma 3, ASL ROMA 4, Asl Roma 5 , ASL Roma 6, Policlinico Umberto I, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Croce Rossa Italiana - Italian Red Cross, Esercito Italiano.

 

 

LATINA: LAVORATORE ABBANDONATO PER STRADA SENZA UN BRACCIO È MORTO

È morto Satnam Singh, il giovane bracciante indiano di 31 anni, mutilato di e lasciato in strada a latina nei giorni scorsi a Latina, perché, avrebbe detto l'imprenditore agricolo che gli dava lavoro e lo ha scaricato come pattumiera, lavoratore irregolare. Il caso ha suscitato lo sdegno e ha riacceso i fari sul fenomeno del caporalato e lo sfruttamento dei braccianti al limite della schiavitù. Satnam aveva perso un braccio sul posto di lavoro. Dopo essere stato abbandonato nei pressi della propria abitazione, qualcun altro ha chiamato i soccorsi, così è stato portato d'urgenza con l'elisoccorso all'ospedale San Camillo di Roma, dove si è spento per le ferite gravissime riportate. I carabinieri indagano sul caso e sono da accertare ancora le cause dell'incidente. Probabilmente è stato agganciato da un macchinario avvolgi plastica a rullo, trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio destro e gli ha schiacciato gli arti inferiori. Il braccio tranciato del giovane è stato ritrovato dentro una cassetta degli ortaggi. Un atto disumano che ha toccato l'intera comunità.

La Regione Lazio si farà carico delle spese funebri e, una volta individuati i responsabili, si costituirà parte civile nel processo a loro carico.

"Quello che è avvenuto a Latina è sconcertante, sia nella dinamica con cui è avvenuto l’incidente, sia per la maniera disumana con cui il lavoratore, è stato trattato nei primi momenti del soccorso" ha dichiarato il presidente Francesco Rocca a seguito dell'accaduto "sono certo che le autorità competenti potranno fare piena luce e individuare i responsabili.

"La sicurezza sul lavoro è una priorità di questa Giunta che ha stanziato oltre nove milioni di euro attraverso finanziamenti Inail e fondo FSE+ e che ha già previsto l’uscita di due nuovi avvisi.

Abbiamo anche aumentato di cento unità il numero dei tecnici Spresal nella Asl e siamo capofila del progetto “SOLEIL” per la lotta al caporalato, finanziato con le risorse del Ministero del Lavoro che prevede l’arrivo di altri dieci milioni di euro per il Lazio. La Regione Lazio è in prima linea nella lotta al caporalato e per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro".

Il sindaco di Latina Letizia Matilde Celentano: "Provo sgomento per la morte del bracciante vittima dell'incidente sul lavoro. Il giovane uomo è stato abbandonato in strada anziché soccorso. Adesso più che mai accolgo la richiesta dell'intero Consiglio comunale di promuovere, ove ne ricorrano i presupposti, la costituzione di parte civile del Comune di Latina al futuro processo. L'episodio avvenuto nella nostra città costituisce una violazione dei diritti umani fondamentali, della dignità umana e delle norme inerenti la sicurezza dei lavoratori". La magistratura sta indagando per omicidio colposo ed omissione di soccorso. Cisterna di Latina si è chiusa in lutto cittadino.

 

 

PROCURA DI TIVOLI INDAGA SULL'ANZIANA MORTA DI STENTI

La donna di 84 anni, residente a Montelibretti, era invalida e non autosufficiente. La figlia avrebbe dovuto badare a lei personalmente oppure trovare qualcuno che lo facesse al suo posto. Invece, con i suoi due figli minori è partita per andare in vacanza nella casa in Abruzzo, lasciando la madre senza cibo e senz'acqua, senza un telefono vicino per chiamare i soccorsi. Torna in mente la tragedia della piccola Diana, non se ne può fare a meno. Anziani e bambini inermi.

I carabinieri erano andati dall'anziana per notificarle un documento ed hanno sentito un fortissimo odore provenire dall'interno della casa. Così hanno rinvenuto il cadavere dell'anziana riverso a terra e morta di stenti. La Procura ha fermato la figlia, che è stata condotta presso il carcere di Rebibbia, dove il Gip ha convalidato il fermo e disposto gli arresti domiciliari.

 

 

Regione Lazio: nuove misure per tutelare il lavoro al caldo torrido

Sta per uscire un'ordinanza del Presidente della Regione Francesco Rocca che vieterà di lavorare nelle prossime giornate calde e afose fino al 31 agosto a tutti coloro che svolgono attività nell'ambito dell'agricoltura, del vivaistico, dell'edilizia. Il lavoro in questi settori si fermerà dalle 12 : 30 alle 16 fino al 31 agosto 2024. Tutte le informazioni si troveranno in un sito dedicato.

"Nelle giornate di massimo calore, secondo quello che ci dirà l'Inail, insieme al CNR, questa è una misura a protezione dei nostri lavoratori, a tutela della sicurezza pubblica - ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca - Non vogliamo più morti sul lavoro, non vogliamo più incidenti sul lavoro. Questa è una delle tante misure che adotteremo, così come verificheremo la sicurezza del lavoro delle nostre imprese".