Nel Lazio potenziate le risorse e gli interventi sulle attività sociali. La sanità stenta a dare risposte adeguate ai bisogni

 Nel Lazio potenziate le risorse e gli interventi sulle attività sociali.  La sanità stenta a dare risposte adeguate ai bisogni

19/02/2026



Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"

Nella regione Lazio ci sono oltre un milione di over 65 e circa il 30% è affetto da patologie croniche.

Si registrano più di diecimila disabili gravissimi di cui una buona parte sono nella Capitale.

Pertanto la risposta delle Istituzioni regionali e comunali agli anziani ed ai fragili deve essere una priorità. Per noi è la rivendicazione principale che rappresentiamo quotidianamente.

Le risorse finanziarie in campo sul sociale di spettanza regionale hanno avuto un notevole incremento rispetto a quelle degli anni precedenti grazie anche alla nostra costante insistenza.

A queste risorse si sommano quelle nazionali ed europee ma non essendo infinite debbono essere spese bene ed il nostro compito è quello di sensibilizzare la Regione Lazio a rispondere alle priorità dei bisogni delle persone più fragili e più povere.

La nostra Federazione dei pensionati della Cisl infatti, sta lavorando a tutto campo per indurre le Istituzioni a dare risposte concrete ai crescenti bisogni delle persone in particolare degli anziani.

Tra i bisogni indubbiamente c’è quello della salute e quindi di un sistema sanitario pubblico che funzioni.

Su questo fronte le liste d’attesa sono poco migliorate pur se la Regione ha circoscritto gli ambiti territoriali di riferimento. Siamo ancora molto lontani da una risposta adeguata alle esigenze delle persone che se anziane hanno spesso difficoltà maggiori anche dal punto di vista economico.

Molte persone anziane infatti, impossibilitate a raggiungere sedi offerte per prestazioni mediche lontane dalla loro residenza rinunciano ad esse e non avendo disponibilità economiche, o ricorrono a prestiti indebitandosi per visite e/o esami privati oppure rinunciano alla cura.

È necessario che la Regione sulla sanità faccia di più e meglio. Riguardo la medicina territoriale poi, il dubbio preoccupante che ci assale è quello relativo all’operatività delle case di comunità.

Come potranno funzionale senza medici e personale sanitario? Come potranno svolgere la funzione socio sanitaria senza assistenti sociali ed operatori sociali?

Noi sosteniamo con forza, avendo come unico interesse che le persone vengano tutelate nella loro dignità, è fondamentale rendere più efficace e sostenibile il sistema complessivo del welfare.

È urgente integrare la governance sanitaria e sociale, promuovendo piani territoriali condivisi ed unificanti e migliorando la circolazione dei dati tra i due sistemi.

Occorre rafforzare per gli anziani sul sociale gli investimenti in assistenza domiciliare, centri diurni e sostegno ai caregiver e rendere più efficiente il sistema di presa in carico dei fragili.

Le persone meritano servizi degni di un Paese civile.