22/10/2026
Il Punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"
La salute mentale e la prevenzione devono essere una priorità
Oggi inizia a Roma il seminario formativo organizzato dalla Cisl e la FNP nazionale in merito alla salute mentale e più in generale sul piano nazionale della prevenzione 2026-2031.
Importante assise poiché la prevenzione della salute mentale, in particolare nella popolazione anziana, deve diventare una priorità delle politiche sanitarie e sociali del Paese e della Regione Lazio.
Depressione, solitudine, isolamento sociale, lutti, perdita di autonomia e difficoltà economiche possono compromettere il benessere delle persone anziane, soprattutto quando si combinano con malattie croniche e carenze della rete assistenziale.
La prevenzione non può limitarsi alla risposta specialistica quando il disagio è già diventato una patologia. Deve comprendere anche l'individuazione precoce delle fragilità, il sostegno psicologico, la partecipazione sociale e la presenza di servizi facilmente accessibili.
Per la FNP CISL Lazio, questo tema rappresenta un ambito concreto di iniziativa sindacale: tutelare la salute degli anziani significa difendere il diritto alla cura, alla dignità, all'autonomia e a una vita sociale attiva. Rispetto ai dati pubblici rilevati nel 2023/2024 risulta che nell’intero territorio italiano il 9% degli over 65 è affetto da sintomi depressivi. Ed il 32% degli ultra 85enni è in isolamento sociale.
Gli indicatori dimostrano che il rischio non è distribuito in modo uniforme tra la popolazione: cresce con l'età molto avanzata e con lo svantaggio economico. La prevenzione deve quindi raggiungere soprattutto le persone che hanno minori possibilità di chiedere aiuto o di partecipare alla vita nella comunità.
Le principali fonti di disagio per le persone anziane sono le difficoltà economiche, la solitudine e la non autosufficienza. Le politiche regionali e gli investimenti sinora adottati risultano essere insufficienti e comprendono interventi di socializzazione, sostegno alla permanenza al domicilio e assistenza residenziale e semiresidenziale. Occorre altresì, una concreta integrazione tra i Dipartimenti di salute mentale, distretti sanitari e servizi sociali, nonché il rafforzamento degli interventi di comunità e sviluppare soprattutto la prevenzione, spesso la cenerentola del sistema socio sanitario.
Le politiche di prevenzione dovrebbero agire su tre livelli, collegati tra loro. Quella primaria che eviti che il disagio si sviluppi, quella secondaria che riconosca precocemente i segnali e quella terziaria che eviti gli aggravamenti e le ricadute.
Le proposte sindacali della FNP CISL Lazio che proponiamo sono le seguenti: un programma regionale di screening e ascolto; un presidio contro la solitudine in ogni distretto; sostegno psicologico ai caregiver; percorsi integrati nelle Case della Comunità; riduzione delle disuguaglianze economiche e territoriali e un osservatorio regionale sulla salute mentale degli anziani, i cui dati per la conseguente valutazione debbono essere divulgati ai sindacati dei pensionati.