La lotta all’evasione fiscale è insufficiente

La lotta all’evasione fiscale è insufficiente

15/10/2026



Il Punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"

Il contrasto al nero, la lotta cioè all’evasione fiscale è migliorata ma ancora distante dall’auspicabile obiettivo dell’abbattimento di questo malcostume molto diffuso nel nostro Paese.

La perdita di gettito potenziale di entrate nel bilancio dello stato si aggira intorno 100 miliardi di euro.

Una mancata entrata di proporzioni enormi che ha limitato l’attività dei vari governi che si sono succeduti nel tempo alla guida dell’Esecutivo.

I mancati introiti infatti, hanno ridotto gli investimenti necessari sulle attività produttive, sui servizi pubblici, sulla previdenza e sul sociale. Trattasi di un danno non solo sociale ma anche economico e di sviluppo del Paese.

Non solo, tale danno ha prodotto una spinta alla pressione fiscale arrivata a livelli insopportabili che si aggira anche oltre il 42%.

In relazione allo stato attuale dei conti pubblici si fa sempre più incerta la prospettiva di ridurre la pressione fiscale sui redditi in particolare su quelli inerenti le pensioni.

La prossima legge di bilancio appare densa di difficoltà e di difficile approdo positivo, gli esperti economici ed i mass media dipingono il quadro economico ancora più allarmante da cui derivano le nostre preoccupazioni di portare a compimento le nostre rivendicazioni per i pensionati, i fragili ed i giovani. Per tali ragioni, al fine di trovare possibili soluzioni per tenere insieme crescita e giustizia sociale è determinante mettere insieme istituzioni e parti sociali per un patto sociale e responsabile che fronteggi la situazione attuale e costruisca una prospettiva futura.

La Cisl con il libro verde e la FNP con l’agenda della dignità mettono a disposizione della politica e delle Istituzioni, analisi di contesto e proposte volte a costruire il futuro del nostro Paese. Proposte elaborate nel solco della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Anche la Comunità europea deve fare la sua parte senza indugi, per tamponare in modo concreto l’emergenza che stiamo vivendo in tutta Europa a causa delle guerre scellerate di vario tipo in corso, e limitare gli effetti devastanti sulle popolazioni nei teatri di guerra e in tutti gli altri paesi.

Senza risposte adeguate alle emergenze in atto e senza la speranza nel futuro si corre il rischio concreto che prevalgano coloro che vogliono lo sgretolamento di una grande e lungimirante idea da completare, quale quella della fondazione degli Stati uniti d’Europa.