13/07/2026
La recente approvazione in Consiglio regionale del Lazio della proposta di legge n. 247, che istituisce l’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, rappresenta una vittoria significativa per la Cisl Lazio e per le comunità del territorio. Dopo anni di impegno e pressioni sindacali, la Regione riconosce finalmente la necessità di monitorare un fenomeno che colpisce le aree periferiche e tanti pensionati, costretti a fare i conti con l’accesso sempre più difficile ai servizi finanziari di base.
La desertificazione bancaria non è solo un problema di ordine economico: è soprattutto una questione sociale. Quando sportelli e filiali vengono chiusi, molte persone anziane perdono l’unico punto di riferimento per svolgere operazioni quotidiane come il ritiro della pensione, il pagamento delle bollette, la riscossione di assegni o l’assistenza nei rapporti con gli enti. Per molti over 65, l’uso esclusivo dei servizi online non è una soluzione praticabile: mancano competenze digitali, connessioni affidabili e talvolta la fiducia necessaria per eseguire operazioni via web. Di conseguenza, la chiusura degli sportelli si traduce in isolamenti, costi aggiuntivi e l’obbligo di spostamenti faticosi, spesso verso centri urbani lontani.
La creazione dell’Osservatorio, prevista dall’articolo 54 della Legge, va oltre la semplice mappatura delle chiusure: dovrà diventare uno strumento operativo per progettare interventi che mantengano e riconnettano i servizi bancari ai territori più colpiti. La Cisl Lazio, che ha inserito la proposta nella propria piattaforma dei “13 punti”, ha sostenuto sin dall’inizio la necessità di un’azione strutturata e coordinata tra Regione, Istituti di credito e Amministrazioni locali. Solo attraverso partnership mirate si potranno mettere in campo soluzioni concrete, come sportelli mobili, sportelli multifunzionali in municipi o farmacie, incentivi per la permanenza di filiali in aree a bassa redditività, e programmi di alfabetizzazione finanziaria rivolti agli anziani.
A pagare il prezzo più alto della desertificazione bancaria sono le fasce più fragili: pensionati con redditi minimi, persone con ridotta mobilità, chi vive in borghi o quartieri periferici. Per questi soggetti la banca non è soltanto un servizio finanziario; è un presidio di cittadinanza. La perdita di questo presidio indebolisce la capacità di accesso ai pagamenti, ai risparmi e alle informazioni finanziarie, aumentando il rischio di esclusione sociale ed economica.
Si tratta quindi di un risultato importante per i cittadini anziani e per chi vive nei piccoli Comuni montani e rurali, spesso privati dell'unico sportello fisico disponibile, costretti a subire un'ingiusta esclusione digitale e l'impossibilità di accedere autonomamente ai propri risparmi.
Inoltre è una vittoria per le lavoratrici, i lavoratori e le piccole imprese locali, che rischiavano il totale isolamento finanziario e la mancata concessione di credito, anticamera pericolosissima per i fenomeni di usura e illegalità.
L’osservatorio potrà anche monitorare gli effetti delle nuove tecnologie e suggerire regole per garantire che la transizione digitale non lasci indietro i più anziani. È essenziale promuovere percorsi di formazione e servizi di assistenza fisica accanto alle piattaforme digitali, così da preservare il rapporto di fiducia tra cliente e operatore bancario.
La Cisl Lazio e la First Cisl Lazio rivendicano con orgoglio il ruolo di promotori di questa iniziativa e restano vigili perché l’Osservatorio non rimanga un esercizio di raccolta dati, ma diventi il motore di politiche efficaci e misure concrete. Solo così si potrà contrastare la desertificazione bancaria e garantire a pensionati e comunità fragili il diritto fondamentale ad avere servizi vicini, accessibili e umani.