18/06/2026
Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"
La Cisl Lazio insieme alla Fnp Lazio fanno il punto sulle politiche sociali
Domani 19 giugno, presso l’Auditorium di Via Rieti 13 a Roma si svolgerà un interessante analisi della propensione sociale della regione Lazio. La relazione introduttiva alla tavola rotonda sarà anche utile per evidenziare l’importanza della contrattazione sociale che si sviluppa nei territori a favore dei cittadini, delle famiglie, degli anziani e dei fragili.
La contrattazione sociale è complementare alla classica contrattazione che si fa nelle aziende per i lavoratori, poiché comprende tutte le problematiche che abbracciano la vita quotidiana dei cittadini.
Delle politiche sociali verranno puntualizzati alcune parti di rilievo che riteniamo utili per rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini. Nella circostanza verranno anche esaminati gli esiti del questionario sottoposto ad un campione di cittadini sulle esigenze sociali nel Lazio.
Ne è scaturito il bisogno di servizi alla prima infanzia, di assistenza domiciliare e integrazione al reddito oltreché di informazione capillare e di sburocratizzazione di accesso ai servizi. Verrà ribadito altresì, che per rispondere in modo adeguato alle esigenze delle persone, la sanità ed il socio assistenziale debbono svolgere le funzioni insieme con visione comune intersettoriale.
Non solo, bisogna dare forte impulso alla primaria attività della prevenzione investendo risorse importanti perché solo così si evitano l’insorgere di malattie e quando accadono se ne possono in molti casi attenuarne gli effetti. Ciò, vale per la salute individuale e comunque l’investimento sulla prevenzione può produrre in termini generali e collettivi la tenuta sociale e finanziaria dei sistemi sanitari e socio assistenziali, le cui risorse a disposizione sono spesso insufficienti. Prevenzione significa anche dare sviluppo all’invecchiamento attivo che può essere diffuso nei centri anziani debitamente investiti e finalizzati a questo fine.
I servizi domiciliari, risposte alla non autosufficienza e la rivisitazione delle RSA, che debbono essere ripensate come centri multiservizio aperte al territorio e che collaborino attivamente con i servizi sanitari e socio assistenziali. Determinare così un luogo aperto collegato con il mondo esterno volto a favorire il benessere degli anziani, dei familiari e degli operatori. Il lavoro che svolgono gli operatori all’interno delle strutture deve essere maggiormente riconosciuto sul piano economico e sui diritti.
In buona sostanza, in conclusione, con le nostre proposte, con il nostro agire, vogliamo contribuire a costruire una società inclusiva in cui l’anziano possa condurre una vita più lunga ma anche più larga fatta di interessi vasti e di protagonismo sociale.