La ludopatia, una “tassa sulla povertà” che colpisce le famiglie

La ludopatia, una “tassa sulla povertà” che colpisce le famiglie

23/05/2026



Promosso dalla Caritas Italiana il progetto “La Tenda del Buon Gioco”

Negli ultimi anni il gioco d’azzardo si è trasformato in una vera e propria emergenza sociale, con conseguenze che vanno ben oltre il portafoglio e toccano salute mentale, relazioni familiari e qualità della vita delle persone. La diffusione massiccia del gioco online ha reso la ludopatia un fenomeno silenzioso ma capillare, che colpisce soprattutto le aree più fragili del Paese e le fasce più deboli della popolazione, tra cui molti pensionati che vivono con redditi bassi.

Secondo le elaborazioni di Libera e i dati dell’Agenzia Dogane e Monopoli, nel 2025 il volume di denaro giocato in Italia ha superato i 165 miliardi di euro, con stime che parlano di oltre 175 miliardi nel 2026. In media, ogni cittadino adulto spende oltre 3.100 euro all’anno in azzardo; in alcune province, solo per il gioco online, si arriva a medie pro capite superiori ai 4.200 euro, segnale di concentrazioni “patologiche” di scommesse.

Il vero motore della crescita è il gioco a distanza: casinò virtuali, scommesse online e slot digitali rappresentano più del 60% delle giocate, con una raccolta che nel 2025 ha superato i 100 miliardi di euro. Il settore è diventato anche un canale privilegiato per il riciclaggio di denaro sporco, con circa 150 clan mafiosi interessati al business dell’azzardo, soprattutto attraverso le piattaforme online.

L’azzardo non è neutro: si gioca di più in territori con maggiore fragilità economica, come Campania, Sicilia, Calabria e alcune zone della Lombardia. In questi contesti il gioco diventa una sorta di “tassa sulla povertà”: persone già in difficoltà spendono somme considerevoli nella speranza di un’entrata facile, rischiando di alimentare debiti, isolamento e relazioni familiari danneggiate.

Per rispondere a questa emergenza, il quadro normativo è stato recentemente modificato con il Decreto Legislativo n. 41/2024 e misure entrate a regime a fine 2025, che prevedono nuove regole per il gioco online, costi più elevati per le licenze, l’istituzione di una Consulta permanente dei giochi pubblici e l’introduzione di strumenti obbligatori di auto-esclusione e limiti di spesa sulle piattaforme.

Per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo, Caritas Italiana promuove il progetto “La Tenda del Buon Gioco”, in collaborazione con la FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche)e con la rete diocesana. Iniziativa itinerante, nata dall’esperienza della Caritas di Gaeta e dal progetto “Vince chi smette”, la Tenda punta a scardinare l’idea che l’azzardo sia un semplice passatempo, mostrando come possa trasformarsi in una dipendenza patologica che logora le famiglie e il tessuto sociale.

Il cuore del progetto si sviluppa attorno a cinque pilastri: informare, sensibilizzare, prevenire, accompagnare e fare rete. All’interno delle tende e dei gazebo allestiti in diverse città i partecipanti trovano attività ludiche alternative, laboratori per bambini e ragazzi, incontri con esperti sociosanitari, spazi di ascolto e testimonianze di chi ha vissuto o sta superando la ludopatia.

Il 31 maggio 2026 diventa una data simbolica, con eventi nazionali che uniscono conferenze, tavole rotonde, attività ricreative per famiglie e momenti di confronto. Per la FNP CISL il messaggio è chiaro: la pensione non è un momento di svago irrisorio, ma di vita piena, che deve essere protetto da rischi come la ludopatia. La “Tenda del Buon Gioco” rivendica un’idea di gioco sano, responsabile e inclusivo, che metta la persona al centro, non i profitti delle multinazionali dell’azzardo.


Elaborato da fonte: Fnp Cisl