Era della longevità

Era della longevità

23/04/2026



Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"

La sfida dell’invecchiamento è il tema del nostro tempo

Le Istituzioni e l’intera società del nostro Paese si debbono interessare degli anziani. Con la sanità, con l’attività socio assistenziale, con il Sindacato, con il terzo settore con le famiglie ed il volontariato.

Occorre una chiamata generale dei predetti soggetti istituzionali e non, per accompagnare questa particolare fase della vita che ha al suo interno delle grandi potenzialità. Non si tratta solo di prendersi cura degli anziani, cosa importante da assicurare, si deve incoraggiare il desiderio di rendersi utili per il proprio benessere e di quello collettivo della comunità di molti giovani anziani. 

Questa è la vera rivoluzione sociale che dobbiamo riuscire a realizzare nel nostro Paese che ha il record del numero di pensionati in rapporto agli abitanti. Con circa 14 milioni di anziani, l’invecchiamento della popolazione infatti, non può più essere letto come un’emergenza, ma come una trasformazione che interpella welfare, sanità e società nel loro insieme.

Necessita pertanto un cambio di passo: superare una visione assistenziale frammentata per costruire un nuovo patto sociale, fondato su responsabilità collettiva, integrazione sociosanitaria e riconoscimento della fragilità come dimensione naturale e fisiologica dell’essere umano.

Le quantità finanziarie in gioco sull’economia degli anziani danno il senso dell’importanza del fenomeno che deve essere governato con visione lungimirante. Basti pensare a tale riguardo che ruotano circa 200 miliardi, cifra che va ben oltre una legge finanziaria. Il vero nodo è culturale e riguarda la necessità di riconoscere pienamente che la vecchiaia è una risorsa per l’intera società e non un peso.

C’è da integrare concretamente poi, i servizi sanitari e sociali. La legge 33/2023 ormai diventata famosa perché citata in ogni convegno pubblico riguarda tutta la popolazione anziana non solo i non autosufficienti. Il denominatore comune è la fragilità, che è universale, sia fisica sia psichica.

Riguardo la fragilità si deve rafforzare in primo luogo la prevenzione, promuovere l’attenzione e la cura e sviluppare una cultura della solidarietà che coinvolge anche il terzo settore.

L’Italia è il primo Paese grazie anche all’apporto fornito dalla Federazione dei pensionati della Cisl ad essersi dotato di una legge organica sulla popolazione anziana.

La questione determinante sono le scarse risorse finanziarie assegnate ai decreti applicativi della norma. Occorre ripensare la vecchiaia tramite uno sforzo intellettuale, politico ed organizzativo a tutto tondo.

Deve essere affermata la prevenzione dalle malattie, con una sana alimentazione, attività fisica, relazioni con le persone, impegni culturali, passioni e poi curare i fragili con apporto coordinato e collegiale delle istituzioni pubbliche e della società civile nello spirito fedele della sussidiarietà orizzontale.