Digitalizzazione nei servizi sanitari

Digitalizzazione nei servizi sanitari

19/03/2026



Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"

Opportunità per tutta la popolazione? Per i più anziani grandi difficoltà

La sanità pubblica come sappiamo eccelle in tante prestazioni ma spesso non è facilmente accessibile perché impantanata nella burocrazia, in liste d’attesa sature ed in percorsi assistenziali complicati e quindi anche non esigibili.

La digitalizzazione di attività e di procedure può essere una spinta importante per migliorare la funzionalità del sistema e quindi rendere il servizio sanitario più equo ed efficiente.

Noi pensiamo che l’innovazione tecnologica debba essere utilizzata in particolare nella sanità territoriale affinché porti cure ed assistenza all’interno delle proprie abitazioni ai malati cronici, non autosufficienti e caregiver.

Si debbono integrare concretamente e non rimanere solo sulla carta la sanità e l’assistenza sociale con una visione unitaria ed utilizzando la telemedicina, i fascicoli sanitari elettronici condivisi tra medici, assistenti sociali ed operatori sanitari per mettere a fattore comune le specifiche valutazioni e terapie.

Ma occorre la massima attenzione perché il digitale può provocare ulteriori disuguaglianze se la macchina organizzativa dei due servizi sopra indicati non lavora all’unisono e con grande collaborazione sinergica.

Non solo, molti anziani non sano prenotare on line, i medici di famiglia scarseggiano ed in taluni casi non sono formati e neppure dotati di strumenti per la telemedicina. 

Per tali ragioni riteniamo che la tecnologia per essere realmente un passo in avanti collettivo debba essere anche molto inclusiva e necessiti di accessi e procedure semplici e di corsi di alfabetizzazione per la fascia di pensionati con scarsa conoscenza informatica.

Vogliamo dare anche su questo tema, come Federazione dei pensionati il nostro apporto alle Istituzioni affinché il diritto alla salute sia davvero universale ed esigibile da tutti.

Vogliamo trasformare la transizione digitale da un potenziale rischio ad una grande opportunità territoriale che possa assistere e curare i cittadini anche nelle estreme periferie o nei piccoli paesi dell’entroterra.

Agire su questo aspetto tecnologico insieme all’assunzione di medici e di personale sanitario e socio assistenziale è anche per dare vita alle tante case di comunità inaugurate negli ultimi mesi grazie al PNRR.