6 Febbraio: Giornata Mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili

6 Febbraio: Giornata Mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili

06/02/2026



Le mutilazioni genitali femminili, spesso indicate con l’acronimo MGF, sono un insieme di pratiche che comportano la rimozione, totale o parziale, degli organi genitali femminili esterni o altre pratiche dannose effettuate senza scopi terapeutici.

I dati a disposizione mostrano che tali mutilazioni riguardano principalmente le ragazze e le donne che vivono nei Paesi dell’Africa sub-sahariana, in aree del Medio Oriente e in alcuni Paesi dell’Asia, come l’Indonesia, ma sono presenti anche in aree dell’America e nelle popolazioni di migranti in tutta Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda.

Un problema che riguarda tutto il mondo, e contro il quale è indispensabile adoperarsi per impedire che milioni di donne e bambine continuino a subire questo orrore.

“In questa Giornata non possiamo rimanere indifferenti di fronte ad una delle più gravi violazioni dei diritti umani a cui ancora oggi sono sottoposte 200 milioni di donne e ragazze in 30 Paesi del mondo”: così Liliana Chemotti, responsabile del Coordinamento Donne e Politiche di genere della FNP CISL.

“Una tradizione non prettamente religiosa diffusa tra comunità con credi diversi, che sono le stesse donne che l’hanno subìta a volere per le proprie figlie per la paura che possano non essere accettate nella società. Una pratica che riguarda anche l’Italia: nonostante ci sia, infatti, da ben 20 anni una legge, la 7/2006, che le vieti, nel nostro Paese, secondo le stime più aggiornate dell’Università di Milano-Bicocca, vivono quasi 90.000 donne e ragazze che hanno già subìto una mutilazione genitale, in particolare, le donne della comunità egiziana, nigeriana ed etiope, alle quali si aggiungono più di 16.000 bambine sotto i 15 anni, potenzialmente esposte al rischio, una parte significativa delle quali è nata in Italia. 

Gravi sono le conseguenze, spesso non conosciute e sottovalutate, di natura fisica e psicologica derivanti da tali interventi, effettuati, a seconda dei Paesi, in età diverse, senza alcuna ragione medica, spesso in condizioni igieniche estremamente precarie.

Diventa fondamentale, quindi, essere informati per diventare attenti ascoltatori, vicini alle donne che passano nelle nostre sedi, così come altrettanto fondamentali sono i percorsi di sensibilizzazione per far conoscere alle donne i propri diritti e modificare le convenzioni sociali che legittimano queste pratiche. Ancora una volta – conclude Chemotti - è prioritario per la nostra organizzazione e per il Coordinamento Donne e Politiche di genere della FNP, l’impegno per un cambio di cultura, che rispetti e tuteli le donne in qualsiasi ambito”.

Un impegno che vuole essere un contributo ulteriore al lavoro portato avanti da Cisl e Anolf, le quali “confermano il proprio ruolo di primo piano in una battaglia di civiltà che portano avanti, insieme, da anni, in un profondo percorso fatto di informazione costante, partecipazione attiva e condivisione di valori che mettono al centro l’inviolabilità del corpo femminile”.


Fonte: pensionati.cisl.it