05/02/2026
Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"
Il Lazio ha molte
criticità
Nella mattinata di oggi, si svolge a Roma un interessante convegno,
organizzato da Alleanza contro la povertà in Italia, in merito all’Italia delle
povertà.
Nel 2024 la povertà assoluta nel nostro Paese ha
interessato quasi l’11% delle famiglie e circa il 20% delle famiglie è a
rischio di cadere nella soglia della povertà assoluta ove accadessero eventi
sciagurati o cadute improvvise che cambino l’ordinarietà della vita.
Una situazione
che in Italia sostanzialmente è stabile da quindici anni da quanto si evince dal
rapporto di alleanza contro le povertà in Italia.
Nel 2024 oltre
il 10% degli occupati è a rischio povertà, parliamo di oltre 2 milioni e 300
mila lavoratori. Stipendi bassi che non hanno tenuto il passo dell’inflazione,
in modo particolare quelli i cui contratti non si sono rinnovati alla scadenza.
I salari reali infatti, sono calati del 7,5% negli ultimi 5 anni, dato tra i
più pesanti nei paesi occidentali.
Lo stesso
effetto si può registrare anche alle pensioni reali che hanno perso il potere
d’acquisto in base al caro vita non essendo state adeguate all’inflazione molto
alta degli anni passati.
Il dato poi, che
ci preoccupa ed interroga tutti noi, è quello che nel 2024 1,29 milioni di
bambini e ragazzi vivono in povertà assoluta e che la nascita di un figlio
viene valutata come elemento che aumenta il rischio di impoverimento.
Questioni queste
che coinvolgono la quantità e la qualità dei servizi pubblici dedicati alla
famiglia ed all’infanzia, all’occupazione delle donne e dei giovani, alla
conciliazione vita lavoro, in altri termini alle politiche complessive di
welfare del Paese.
Dal nostro
osservatorio verifichiamo che una parte delle persone a basso reddito,
soprattutto pensionati, partecipa alla vita sociale, nelle nostre sedi, nel
terzo settore, perché animate dal desiderio di dare un utile contributo per il
bene comune della comunità. Impegno straordinario ai fini dell’inclusione
sociale.
Il Lazio è tra le regioni italiane a questo
fine con particolari criticità. È
quanto emerge dall’ultima indagine dell’Eurispes, presentata alcuni mesi orsono
al Senato, che analizza il nostro Paese attraverso quasi 150 indicatori
distribuiti in sette ambiti: economia, istruzione, lavoro, ecc.
Dai dati emerge
il quadro che il Lazio si colloca al centro, tra il Nord che ha performance
importanti, ed il Sud ancora molto indietro. Tuttavia la nostra regione, mostra
alcune criticità significative. In
particolare, si posiziona ai primi posti per delittuosità e percezione del
degrado urbano, seconda solo alla Lombardia, mentre come è noto, nelle zone
alpine i valori sono molto più contenuti.
L’indice di
esclusione economica, calcolato su 16 indicatori che vanno dal reddito
disponibile alla capacità di garantire un’esistenza dignitosa, conferma le
criticità della nostra regione nonostante un reddito medio superiore alla media
nazionale.
Il report
attesta infatti, che oltre un quinto della popolazione si trova in condizioni
di rischio povertà e pertanto ciò, ci spinge ulteriormente a sensibilizzare le
Istituzioni a fare di più per attenuare il fenomeno.