08/01/2026
Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"
La Federazione dei pensionati continuerà a
lottare per la dignità dei pensionati
Abbiamo ottenuto la riduzione della pressione fiscale con il taglio
dell’IRPEF di 2 punti percentuali (dal 35 al 33%), risorse per la non
autosufficienza, il fondo per i caregiver, gli stanziamenti sulle famiglie, il
bonus psicologico nonché confermata la perequazione delle pensioni all’inflazione
per il 2026 come già indicato recentemente dall’INPS.
Risultati
positivi non scontati in relazione alle limitate risorse finanziarie alla base
della legge di bilancio, ma ottenuti per l’insistenza e la continua
interlocuzione propositiva attuata nel confronto con il Governo.
Tuttavia la
legge di bilancio non soddisfa le altre richieste contenute nella nostra
piattaforma rivendicativa.
Riteniamo
assolutamente insufficiente la parte previdenziale e quella sulle pensioni in
uscita dal mondo del lavoro.
C’è poco
infatti, sulle pensioni minime, sulla pensione di garanzia per i giovani,
opzione donna poi, è stata cancellata nonostante che fosse già stata
depotenziata dalle precedenti leggi di bilancio.
Avevamo
richiesto altresì, senza ottenere risposta favorevole, la defiscalizzazione
della tredicesima e l’elevazione del limite dell’esenzione del ticket sanitario
fermo da decenni, per il quale avevamo proposto di portare il limite di reddito
dai circa 36 mila euro a 40 mila euro.
Ragionevolmente
sappiamo che non tutto si poteva risolvere con questa legge di bilancio e la
scelta responsabile di continuare il confronto ha consentito di portare a casa
possibili risultati.
Per arrivare a
risultati strutturali e riformistici sulle pensioni, sulla previdenza, sulla
sanità e sul finanziamento significativo della legge 33/2023, (legge organica
sugli anziani) che avevamo contribuito a definire già con il governo precedente, occorre un grande patto
sociale e riformistico.
Tutte le parti
responsabili della società debbono unirsi ed individuare soluzioni sostenibili
per rilanciare il Paese e per lo sviluppo.
Senza politiche
comuni tese ad abbattere l’evasione e l’elusione fiscale, volte alla crescita
ed allo sviluppo, finalizzate alla crescita dell’occupazione ed alla
produttività del lavoro, alla valorizzazione della risorsa umana, alla crescita
dei redditi, non si potranno finanziare adeguatamente i servizi pubblici, lo
stato sociale con annessa la lotta alle disuguaglianze ed alla povertà.
Ciò, si potrà
fare solo tramite un grande patto sociale tra coloro che hanno a cuore
l’interesse generale ed il bene comune come richiede da tempo la nostra Confederazione
e che noi riteniamo l’unica possibilità che ha il nostro Paese di ripartire e
progredire.