23/07/2026
Il Punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"
La prevenzione l’asse strategico
Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, come e noto, è fondato sui principi di universalità, uguaglianza ed equità e rappresenta un modello riconosciuto a livello internazionale ma, dopo quasi cinquant’anni, richiede una concreta riorganizzazione.
La linea adottata sinora ancora piuttosto sulla carta del rafforzamento dell’assistenza territoriale è giusta così come la maggiore diffusione delle innovazioni tecnologiche che, in particolare sulla nostra regione, ha avuto un discreto riscontro.
Nei primi sei mesi di quest’anno sono migliorate altresì le liste d’attesa pur se ancora molte persone sono costrette a rivolgersi al privato o non curarsi per l’inadeguatezza delle risposte pubbliche.
Quello poi, che non è adeguato alle necessità è l’impulso alla prevenzione, che rappresenta il più forte investimento che possiamo fare per la salute e per la sostenibilità del nostro SSN. Non solo, ridurre la spesa delle cure a valle del sistema rende compatibili anche le risorse in campo sul sociale. Materie queste che debbono essere gestite in termini complementari.
Promozione di stili di vita corretti, programmi di screening e vaccinazioni sono strumenti indispensabili per tutelare la popolazione e ridurre le disuguaglianze.
Occorre l’impegno di tutti per affermare la cultura della prevenzione nella nostra Regione e nel Paese altrimenti pur se si aumentano le risorse sulla sanità e sul sociale, come rivendichiamo costantemente con la Cisl Lazio alla Regione, la risposta non sarà mai corrispondente ai bisogni.
Prevenzione che attraversa tutta la vita e dunque le conoscenze sugli stili sani di vita, debbono cominciare dalla scuola e proseguire fino all’età adulta.
Il contesto generale della nostra regione non è molto diverso dalle altre, segnato da crescenti fragilità sociali; la sanità pubblica e l’attività sociale sono le principali garanzie di coesione e di tutela dei diritti fondamentali delle persone.
La spesa della Regione Lazio destinata alla funzione di prevenzione sanitaria è in linea con i rapporti percentuali delle spese sanitarie nazionali (5/6 %) comprendendo attività di sanità pubblica, vaccinazioni, screening e prevenzione collettiva.
La questione quindi è culturale, sia nelle politiche pubbliche che tra i cittadini; è scarsa ad esempio l’adesione delle persone agli screening programmati di prevenzione oncologica con i conseguenti effetti sulla salute, sulle cure e conseguentemente sulle attività socio assistenziali.
Necessita quindi un salto culturale che possiamo contribuire a determinare diffondendo nei luoghi di aggregazione, nei nostri punti di ascolto l’importanza, per sé stessi, per le famiglie, per i servizi pubblici, per la comunità, di adottare percorsi di vita sani adottando la prevenzione come riferimento importante della propria vita.