10/07/2026
Un primo passo contro le disuguaglianze sociali
La Regione Lazio avvia un nuovo percorso per rafforzare l'inclusione sociale nelle aree periferiche. La Giunta regionale infatti ha approvato il “Piano regionale degli interventi sperimentali di inclusione sociale nelle periferie laziali 2026-2028”, stanziando una prima dotazione di 8 milioni di euro per contrastare le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita nei territori più fragili.
Il provvedimento è stato presentato nel corso di una conferenza stampa il 2 Luglio passato, alla quale hanno partecipato il presidente della Regione, Francesco Rocca, e l'assessore ai Servizi sociali, Massimiliano Maselli. Un'iniziativa che come FNP CISL Lazio valutiamo positivamente, considerandola una risposta concreta a problematiche da tempo da noi segnalate.
Le periferie sono spesso luoghi in cui si concentrano difficoltà economiche e sociali, carenza di servizi di prossimità, isolamento degli anziani e scarsità di opportunità educative e aggregative per i più giovani. Situazioni che rischiano di accentuare le disuguaglianze e compromettere la qualità della vita delle persone.
“La dignità dei cittadini e il livello di civiltà di una comunità non possono dipendere dal quartiere in cui si vive o dal codice postale” ha affermato il Segretario generale FNP CISL Lazio Pompeo Mannone, che ha ricordato come proprio durante il convegno sulle politiche sociali dello scorso 19 giugno fosse stata avanzata la richiesta di un piano strutturato dedicato alle periferie.
Pur trattandosi di una sperimentazione limitata ad alcuni territori, il progetto è un importante punto di partenza. Il piano interesserà inizialmente quattro municipi della Capitale – VI, IX, X e XI – oltre ai comuni di Fiumicino e Guidonia Montecelio e ai capoluoghi di provincia Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina. La selezione delle aree è stata effettuata in collaborazione con l'Università della Tuscia.
L'obiettivo principale è promuovere un nuovo modello di intervento basato sulla collaborazione stabile tra Comuni, Distretti sanitari, Case di Comunità, Organizzazioni sindacali e realtà del Terzo settore. Un approccio integrato che punta a costruire una vera rigenerazione sociale, superando la frammentazione degli interventi.
Tra le azioni previste figurano la nascita delle Case del Welfare, che offriranno servizi sociali e punti di orientamento più vicini ai cittadini, la realizzazione di spazi dedicati ai ragazzi con attività di doposcuola, laboratori e iniziative sportive, oltre al potenziamento delle reti di sostegno per gli anziani, con interventi mirati a contrastare la solitudine e l'isolamento, fenomeni sempre più diffusi soprattutto nelle aree periferiche.
Dobbiamo comunque evidenziare che le risorse stanziate rappresentino soltanto un primo investimento. Gli 8 milioni di euro, pur importanti, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti i territori regionali. Ci auguriamo che, nei prossimi anni, i finanziamenti vengano incrementati, così da estendere la sperimentazione anche ad altre realtà del Lazio.
Invitiamo le strutture territoriali e i rappresentanti sindacali presenti nelle aree coinvolte a seguire con attenzione l'attuazione del piano, partecipando in maniera propositiva ai tavoli di confronto e contribuendo alla definizione delle diverse fasi operative. Solo attraverso un monitoraggio costante e una collaborazione attiva tra Istituzioni, Parti sociali e Comunità locali sarà possibile trasformare questo progetto sperimentale in una politica stabile di inclusione e coesione sociale.