02/07/2026
Il punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"
La vera sfida per la salute e per la sostenibilità dei conti
Come sappiamo l’Italia ha il record dell’invecchiamento. Circa un quarto della popolazione ha dai 65 anni in poi e la vita media è oltre gli 83 anni.
Una situazione questa, che impone la messa in campo di politiche di welfare confacenti allo scenario di oggi e del prossimo futuro. Occorrono quindi Vision e Mission adeguate a rendere concrete le azioni da mettere in campo in particolare sui fragili e sugli anziani.
Debbono essere investite più risorse sulla prevenzione, quelle messe a disposizione nei sistemi sanitari e socio assistenziali sono insufficienti. La politica istituzionale ai vari livelli, non riesce a comprendere fino in fondo la valenza strategica di tale scelta per la salute e l’assistenza delle persone e per le compatibilità e sostenibilità dei servizi sanitari e sociali.
Investire un euro sulla prevenzione ne fa risparmiare almeno sei sulle cure e sull’assistenza sulla base delle analisi dell’OMS. Prevenire significa ad esempio, oltre gli screening avere consapevolezza dell’invecchiamento attivo: sana alimentazione, educazione fisica, tenere accesa la mente, rispettare le prescrizioni dell’uso corretto dei farmaci e vaccinarsi.
Non solo, si deve prolungare la vita ma soprattutto se ne deve garantire la qualità. Una vita più lunga e più larga incentrata sul tenere allenata la mente. E in questo quadro l’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano 2026, organizzata ieri da Happy Ageing è stata importante per evidenziare la necessità delle vaccinazioni.
La vaccinazione degli adulti e degli anziani infatti, deve assumere un ruolo sempre più centrale nei programmi di prevenzione. La prevenzione, come è noto agli esperti del settore, è utile per migliorare salute e benessere delle persone ma anche per contribuire a mantenere uno standard di servizi socio sanitari rispondenti ai crescenti bisogni dei cittadini.
Gli anziani aspirano una vita fatta di vasti interessi e di protagonismo sociale. Quasi un over 65 su due, infatti, nella terza età migliora le prestazioni fisiche e mentali, alla faccia della vecchiaia che avanza.
La scienza è in campo per capire i segreti della natura per aiutarci a migliorare il nostro percorso di longevità in salute che, come si sa, non dipende solo dai geni ma dal nostro stile di vita. Appare evidente che il tempo che passa e dei suoi impatti su mente, psiche e corpo dipende soprattutto da noi.
“La vita non va in pensione”