Economia della longevità

Economia della longevità

14/05/2026



Il Punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"

   La grande economia dei prossimi decenni

Nell’editoriale di oggi, diversamente dai precedenti, in cui la riflessione è stata indirizzata prevalentemente sull’incommensurabile valore sociale degli anziani, vogliamo trattare l’invecchiamento della popolazione dal punto di vista delle potenzialità economiche.

Spesso l’invecchiamento della popolazione viene interpretato semplicisticamente come un maggior costo per lo Stato e per le famiglie.

In realtà il fenomeno dell’invecchiamento può essere un’ottima possibilità ed una concreta opportunità di crescita del Paese con investimenti pubblici e privati molto redditizi.

Sono prevedibili infatti, ricadute significative per l’occupazione, nei settori dei servizi, per le attività commerciali e produttive dedicate e per la finanza in generale. Queste sono le previsioni degli esperti in materia riguardo la Longevity Economy.

Di longevità se ne parla negli ultimi anni, perché mai come adesso, una quota così consistente di persone supera la soglia di 65 anni in tutto il mondo sviluppato ed in particolare in Italia. Non è solo un cambiamento demografico ma un radicale innovazione economica e sociale.

E se ne parlerà nei prossimi decenni perché la Longevity Economy è mossa da almeno tre importanti fattori: demografia, ricchezza e consumi.

Gli anziani aumenteranno e quindi il bacino di utenza, la propensione al risparmio e le risorse accumulate, la tendenza al consumo verso alcuni particolari settori economici, prodotti alimentari, servizi sanitari e sociali, attrezzature o interventi nelle abitazioni e strumenti tecnologici.

Nel panorama europeo, l’Italia è uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita (nel 2025 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne) e al primo delle classifiche per quota di anziani sul totale della popolazione e l’andamento è in crescita.

Dunque, in prospettiva si amplierà la platea dei “beneficiari” della Longevity Economy. Nelle fasi più avanzate della vita poi, le implicazioni socio-sanitarie saranno importanti: difficoltà motorie, malattie croniche, non autosufficienza, solitudine.

Poiché, il maggior desiderio di noi anziani è vivere il più a lungo possibile in buona salute e invecchiare attivamente, si può ragionevolmente supporre che buon parte dei consumi di questa fascia della popolazione saranno destinati verso beni, servizi e, più in generale, attività economiche legate al raggiungimento di questi obiettivi.

Può nascere così sulla base dei fattori sopra indicati una grande economia che crei occupazione aggiuntiva e che superi l’immagine tradizionale degli anziani quali soggetti prevalentemente bisognosi di assistenza, quanto invece una platea attiva con specifiche necessità, che se soddisfatte possono diventare un’importante leva di sviluppo per il Paese e per la società intera.