1° MAGGIO 2026, “LAVORO DIGNITOSO”

1° MAGGIO 2026, “LAVORO DIGNITOSO”

Ultimissime da Via Po, 19

30/04/2026



Il Punto di Pompeo Mannone dell’ultimo numero di "Ultimissime da Via Po, 19"

 Il tema centrale della manifestazione Cgil Cisl Uil a Marghera

Domani, primo Maggio 2026, a Marghera, in provincia di Venezia, si svolgerà il tradizionale comizio Cgil, Cisl e Uil. Il focus della manifestazione, della Festa dei Lavoratori, sarà quello del tema del “lavoro dignitoso”.

La manifestazione si effettuerà in un momento di difficoltà economiche del Paese derivante dalle politiche scellerate dei potenti del mondo che hanno messo in discussione sia i diritti universali che gli organismi internazionali che dopo la seconda guerra mondiale hanno tentato di regolare i conflitti e le tensioni mondiali.

Non solo, il comizio avverrà in un periodo di tensioni politiche nel nostro Paese da cui sono scaturiti gravi episodi di intolleranza e di violenza durante le manifestazioni della ricorrenza del 25 aprile 1945, giorno della liberazione dal regime nazifascista.

L’auspicio è che tutte le persone responsabili, le Istituzioni, i partiti, le parti sociali, la società civile, facciano la loro parte per contribuire a pacificare il clima politico e partecipare insieme per trovare soluzioni possibili per fronteggiare la critica situazione generale e guardare all’interesse generale dei cittadini.

E proprio partendo dalla Festa dei Lavoratori.

Il filo conduttore della festa del primo maggio caratterizzerà anche il tradizionale Concertone di Piazza San Giovanni, il più grande evento musicale gratuito dal vivo in Europa, rivolto in particolare ai giovani e parte integrante, dal 1990, di questa giornata.

In una fase in cui aumenta l’occupazione a tempo indeterminato, ma c’è molto lavoro precario, sottopagato e insicuro in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e nuove forme di schiavismo, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro.

Politica dei redditi da lavoro e da pensione, nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione categoriale, territoriale e sociale, dignità delle persone, sono queste le priorità da cui ripartire. Insieme alla necessità di nuove politiche industriali capaci di generare sviluppo sostenibile, buona occupazione e crescita del Paese.

Senza crescita infatti, non si possono finanziare adeguatamente i servizi pubblici, dalla formazione, alla sanità, dai servizi sociali alla sicurezza dei cittadini.

Occorre un patto sociale di responsabilità che rimetta al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, la giustizia sociale, per governare i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita.