Cisl: 42.000 iscritti in più tra i lavoratori attivi.

Cisl: 42.000 iscritti in più tra i lavoratori attivi.

06/03/2026



Daniela Fumarola: Un mandato per fare meglio.

Crescono gli iscritti alla Cisl. Un aumento che conferma il trend positivo registrato nell’ultimo quinquennio e che vede la sua forza trainante nella componente dei lavoratori attivi. E, in particolare tra i giovani, i lavoratori stranieri e in quei settori più dinamici e attraversati da radicali trasformazioni come l’edilizia, il terziario e i servizi. Segnali che attestano non solo le capacità organizzative della nostra Confederazione, ma soprattutto le sue attitudini ad intercettare i cambiamenti del mercato del lavoro e ad avanzare proposte adeguate ai nuovi bisogni che da essi derivano.

È questa, in sintesi, la considerazione che emerge dalla lettura dei dati del Tesseramento Cisl 2025.
Numeri alla mano, parliamo di un totale di 4.189.433 iscritti, con un incremento di 26.106 associati rispetto al 2024 e di 107.377 iscritti nell’ultimo triennio. Ancora più rilevante la crescita tra i lavoratori attivi, che passano da 2.550.427 del 2024 a 2.592.432 nel 2025, con un incremento di 42.005 associati, pari a +1,65%. Un trend positivo che dal 2020 ha determinato un aumento complessivo di quasi 214.000 iscritti tra gli attivi, di cui 111.680 solo nell’ultimo biennio.

A conti fatti, oggi la componente dei lavoratori attivi rappresenta il 61,88% del totale degli associati, una quota che continua ad aumentare negli anni e che rappresenta il cuore politico del risultato. «Significa che la nostra strategia contrattuale e di rappresentanza è giusta, che il radicamento nei luoghi di lavoro funziona e che un sindacato autonomo, riformista, pragmatico, è riconosciuto come utile e i lavoratori ci scelgono per questo», commenta la Segretaria Generale, Daniela Fumarola.

Un dato particolarmente significativo riguarda l’età dei nuovi tesserati. Nel quinquennio la crescita di quasi 214.000 iscritti attivi è composta per il 23,61% da lavoratori con meno di 30 anni e per il 30,55% da lavoratori con meno di 35 anni. «Significa che la Cisl è un sindacato giovane. Che intercetta nuove generazioni, che entra nei percorsi professionali fin dall’inizio, che sa parlare anche a chi vive condizioni di precarietà o transizione», aggiunge la leader di Via Po.

Un altro elemento importante riguarda i lavoratori stranieri. Nel 2025 gli iscritti nati fuori dall’Italia sono 465.558 e rappresentano il 12,74% del totale degli associati. Tra i lavoratori attivi sono 424.760, pari al 18,75%, a riprova di un’organizzazione sindacale sempre più multietnica e multiculturale.

Per quanto riguarda gli aspetti di genere, il 48,19% degli iscritti alla Cisl sono donne ed il 51,81% sono uomini. Dato che si inverte nella federazione dei pensionati, dove la quota femminile raggiunge il 54,53%. Un dato che va letto dentro le dinamiche demografiche e anagrafiche del Paese, e che incide anche sul dato specifico del tesseramento della Fnp, a quota 1.597.001 associati, in calo dello 0,99% rispetto al 2024. «Ma anche qui la Cisl mantiene una base solida, ampia, radicata, che continua a rappresentare un presidio sociale fondamentale nei territori», sottolinea Fumarola.

Colpisce anche il dato relativo agli associati che hanno beneficiato di una prestazione di disoccupazione Inps: 218.019 persone, pari al 9,62% dei lavoratori attivi. A riprova di quanto il sistema dei servizi e la rete di tutela individuale siano parte integrante della forza associativa della Cisl.

Un risultato di squadra, come tiene a rimarcare la Segretaria Generale, che incoraggia a guardare avanti. «Ora il compito è non fermarsi, ponendoci in una logica di ulteriore crescita organizzativa, per essere sempre più capaci di dare risposte efficaci ai lavoratori e ai pensionati, allargando il nostro perimetro della rappresentanza. I 42.005 attivi in più, per noi, non sono un punto di arrivo. Sono un mandato a fare meglio. A essere ancora più vicini. A costruire un sindacato sempre più forte, libero, concreto, determinato. Con la consapevolezza – conclude Fumarola – che rappresentare il lavoro, oggi, è la forma più alta di responsabilità democratica che possiamo esercitare per i nostri associati e per il Paese».

Fonte: cisl.it