17/10/2025
Il Rapporto 2025, presentato l’8 ottobre alla Camera dei Deputati
L’8 ottobre 2025 è stato presentato l’8° Rapporto sul
Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dalla Fondazione GIMBE, che analizza le
criticità attuali del sistema sanitario italiano e propone un piano di rilancio
in 15 punti.
Il
Rapporto evidenzia come, nonostante un aumento nominale delle risorse destinate
al Fondo Sanitario Nazionale tra il 2023 e il 2025, l’inflazione elevata e
l’aumento dei costi energetici abbiano eroso il reale valore di questi fondi.
Di fatto, la quota del Pil destinata alla sanità è diminuita, e questa
riduzione rischia di gravare pesantemente sui bilanci regionali.
Il
sistema di riparto delle risorse continua a penalizzare le regioni più
svantaggiate, in particolare il Sud, dove gli investimenti non riescono a
rispondere ai nuovi bisogni di salute, soprattutto di giovani e categorie
sociali più deboli. Questo contribuisce a una crescente disparità tra Nord e
Sud sia nell’accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza, che solo poche
regioni del Mezzogiorno riescono a garantire, sia nella mobilità sanitaria, con
conseguenti rilevanti flussi finanziari tra territori e un differente livello
di aspettativa di vita.
La
spesa sanitaria privata grava in modo significativo sulle famiglie italiane,
con più dell’85% della spesa privata sostenuta direttamente dai cittadini, un
dato che rischia di peggiorare ulteriormente a fronte dell’aumento della
povertà.
Si
osserva anche una crescita importante del settore privato “puro”, cioè non convenzionato
con il sistema pubblico, che ha registrato un aumento della spesa familiare
superiore al 130% dal 2016, evidenziando una crescente frammentazione
dell'offerta sanitaria.
Il personale sanitario mostra forti squilibri: sebbene l’Italia abbia
un numero elevato di medici rispetto alla media europea, manca un adeguato
numero di infermieri e medici di medicina generale, con conseguente difficoltà
nell’assistenza territoriale. Oltre alla carenza, si registra un calo
dell’attrattività della professione infermieristica.
La
riforma dell’assistenza territoriale procede lentamente e in modo disomogeneo:
poche Case e Ospedali di Comunità sono pienamente attivi e con personale
sufficiente, mentre la copertura dell’assistenza domiciliare integrata presenta
notevoli differenze regionali.
Per
quanto riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), alcuni
obiettivi della missione salute sono stati raggiunti o sono in anticipo, ma
permangono ritardi significativi nella realizzazione di molte strutture e servizi
essenziali.
Il
piano di rilancio proposto dalla Fondazione GIMBE punta a rafforzare e innovare
il SSN basandosi su universalità, uguaglianza ed equità, con la necessità di un
nuovo patto politico, sociale e professionale che metta al centro il bene
comune, al di là di divisioni ideologiche.
Tra i punti principali figurano l’inserimento della salute in tutte le
politiche, l’aumento degli investimenti in prevenzione, il rafforzamento della
governance tra Stato e Regioni per ridurre le diseguaglianze, un aumento
significativo del finanziamento pubblico, l’aggiornamento costante dei Livelli
Essenziali di Assistenza per garantire innovazioni e ridurre le disparità,
l’integrazione tra servizi sanitari e socio-sanitari, il rilancio delle
politiche per il personale sanitario, la riduzione di sprechi e frodi, un sano
equilibrio tra pubblico e privato, la promozione della digitalizzazione senza
creare nuove disuguaglianze, il potenziamento della ricerca indipendente, la
trasparenza con dati aperti, un’informazione scientifica affidabile e una
maggiore partecipazione attiva dei cittadini per sostenere il SSN come motore
di coesione sociale e sviluppo.
Per una lettura più facilitata, di seguito i 15 punti del Piano di Rilancio del Servizio Sanitario Nazionale proposti dalla Fondazione Gimbe nel suo 8º Rapporto (ottobre 2025):
- Aumentare il finanziamento pubblico della sanità per allinearlo alla media europea.
- Rilanciare le politiche sul personale sanitario per renderlo nuovamente attrattivo.
- Ridurre gli sprechi e le inefficienze e riallocare le risorse recuperate.
- Rafforzare la governance Stato-Regioni.
- Promuovere una sana integrazione tra pubblico e privato convenzionato, limitando il ricorso al libero mercato.
- Garantire l’accesso universale e equo alle cure su tutto il territorio nazionale.
- Potenziare la medicina territoriale e le cure primarie.
- Sviluppare e implementare piani di prevenzione e promozione della salute.
- Migliorare l’integrazione socio-sanitaria per la presa in carico dei pazienti cronici e fragili.
- Accelerare la digitalizzazione e l’interoperabilità dei sistemi informativi sanitari.
- Rivedere e aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in base ai reali bisogni di salute.
- Investire in innovazione tecnologica e farmaceutica, garantendo accesso tempestivo e sostenibile.
- Migliorare la formazione e la valorizzazione del personale sanitario.
- Rafforzare la trasparenza e l’accountability nella gestione delle risorse sanitarie.
- Coinvolgere attivamente i cittadini e le associazioni di pazienti nelle scelte di politica sanitaria.