Nonostante sia previsto un incremento della spesa sanitaria per il 2025, il
rapporto tra questa e il Pil è sceso di due decimi di punto, passando dal 6,1%
al 5,9%.
Nel 2024 aumenta il numero di Regioni con bilanci in disavanzo prima delle
coperture, una situazione che inizia a interessare anche quelle che finora
avevano mantenuto un’elevata qualità dei servizi e stabilità economica.
Le carenze di personale medico e infermieristico continuano a influire
negativamente sulla qualità del sistema sanitario. I concorsi attraggono pochi
partecipanti, mentre le dimissioni anticipate degli operatori sanitari sono in
aumento. Queste problematiche si ripercuotono anche sull’assistenza
territoriale e sul funzionamento delle Case della Comunità. Attualmente, solo
il 28% delle strutture previste offre almeno un servizio attivo, con
significative differenze tra Nord e Sud.
Anche l’assistenza agli anziani non autosufficienti è gravemente carente,
con coperture che nelle Regioni del Centro e del Nord superano il 41%, ma che
al Sud e nel Lazio si fermano tra il 5% e il 20%.
La Corte dei Conti, intervenendo davanti alle Commissioni Bilancio, ha
analizzato luci e ombre del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nel DFP 2025.
Tra i problemi principali emergono la carenza di personale, difficoltà nella
prevenzione e l’aumento del disavanzo in diverse Regioni del Centro-Nord.
Spesa sanitaria in aumento, ma il
rapporto con il Pil diminuisce
Secondo le previsioni del DFP, la spesa sanitaria nel 2025 salirà a 143,4
miliardi di euro (+3,6%), per poi raggiungere i 149,8 miliardi nel 2026 e i
151,6 miliardi nel 2027. Nonostante ciò, il rapporto tra spesa sanitaria e Pil
scenderà gradualmente dal 6,1% nel 2024 al 5,9% nel 2027.
Sempre più Regioni in difficoltà
finanziaria
Nel 2024 aumentano le Regioni in disavanzo, compresi territori che finora
avevano garantito servizi di qualità e bilanci equilibrati. Piemonte, Liguria,
Toscana e Umbria registrano perdite significative, con un aumento complessivo
del disavanzo da 367 a oltre 530 milioni di euro. I costi continuano a
crescere, mentre i meccanismi di controllo della spesa risultano inadeguati.
La spesa per farmaci, dispositivi medici e altre voci è in netto aumento.
Ad esempio, gli acquisti diretti di farmaci segnano un +11,3%, mentre la spesa
per dispositivi medici cresce del 5,7%, con punte che superano il 15% in alcune
Regioni.
Problemi strutturali legati al
personale sanitario
La carenza di personale rimane una delle principali criticità. Nonostante
gli interventi degli ultimi anni, la scarsa partecipazione ai concorsi e
l’abbandono anticipato del servizio da parte dei professionisti continuano a
creare difficoltà. Inoltre, molti posti nei percorsi formativi per medici e
infermieri restano vacanti.
Le Regioni segnalano una crescente difficoltà nel trattenere il personale
sanitario, che spesso lascia il SSN per migliori opportunità di carriera o per
condizioni lavorative più favorevoli.
Disparità nell’assistenza
territoriale
Solo il 28% delle Case della Comunità programmate è operativo, con un’ampia
disparità tra Nord (55% delle strutture attive) e Sud (appena il 3%). Inoltre,
molte di queste strutture non garantiscono tutti i servizi previsti, a causa
della difficoltà di reperire personale qualificato.
Assistenza agli anziani non
autosufficienti: un quadro critico
L’assistenza agli anziani non autosufficienti è particolarmente
insufficiente, soprattutto al Sud e nel Lazio, dove la copertura è molto al di
sotto degli standard. Le differenze regionali si riflettono anche nella
mobilità sanitaria e nella speranza di vita in buona salute, che varia
significativamente tra Nord e Sud.
Conclusione
La Corte dei Conti sottolinea la necessità di affrontare le criticità che
stanno minando la fiducia dei cittadini e degli operatori sanitari nel sistema
pubblico.
Per ulteriori dettagli, si rimanda alla relazione integrale della Corte dei
Conti.